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OPERATORE AGGREDITO IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA DEL MILANESE DA UN CLANDESTINO, È RICOVERATO IN PROGNOSI RISERVATA: RISCHIA LA VITA

Un immigrato clandestino 19enne originario della Costa d’Avorio è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di aver colpito con un pugno un 56enne di origine egiziana ferendolo gravemente, all’interno della casa di accoglienza per richiedenti asilo politico di San Zenone al Lambro, nel Milanese. L’aggressione è avvenuta intorno alle 21 di domenica per motivi ancora da accertare e la vittima, che è un operatore, dipendente della struttura è stato ricoverato all’ospedale Policlinico di Milano in condizioni molto gravi: è in prognosi riservata, in pericolo di vita.Secondo una prima ricostruzione dei militari intervenuti, al culmine di una discussione probabilmente per futili motivi, l’ospite del centro avrebbe sferrato un solo, forte, pugno sulla testa dell’uomo che sarebbe crollato a terra privo di sensi. Soccorso dal 118, il 56enne è stato trasportato al Policlinico in codice rosso e ora i medici dovranno accertare se la forte emorragia cerebrale che ha riportato è stata causata dal pugno o dalla successiva caduta, fatto questo che potrebbe cambiare l’ipotesi di reato contestata al 19enne, ch

e al momento è quella di lesioni gravi.Il centro sorge all’interno della struttura che prima ospitava l’Hotel Ambra, in Via Maestri del Lavoro 3.L’albergo fallì e a quel punto divenne una delle tante macchine da soldi inserita nel miliardario business dell’accoglienza.

Fu infatti venduto all’asta nel 2015 e venne acquistato dalla Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi che ne fecero un centro per ospitare in vacanza con ogni confort, a spese come al solito dei contribuenti italiani, circa 150 clandestini, ufficialmente dei richiedenti asilo politico, tutti provenienti dalla zona sub-sahariana.