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Novità sul caso Cucchi

Novità sul caso Cucchi.

Il trentenne Stefano Cucchi muore il 15 ottobre, a Roma.

Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi viene fermato dai carabinieri dopo essere stato visto cedere a un uomo delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota. Immediatamente dopo Cucchi viene portato in caserma e perquisito: viene trovato in possesso di 12 confezioni di varia grandezza di hashish (per un totale di 21 grammi), tre confezioni impacchettate di cocaina (ognuna di una dose ciascuna), una pasticca di sostanza inerte, una pasticca di un medicinale (il ragazzo era epilettico). In conseguenza di questo viene decisa la custodia cautelare; in tale data non ha alcun trauma fisico, ma pesa 43 chilogrammi per 176 cm di altezza, con un indice di massa corporea di 13,9 (indicativo di uno stato di malnutrizione). Il giorno dopo viene processato per direttissima. Già durante il processo ha difficoltà a camminare e a parlare e mostra inoltre evidenti ematomi agli occhi; il ragazzo parla con suo padre pochi attimi prima dell’udienza ma non gli dice di essere stato picchiato. In carcere le sue condizioni peggiorano ulteriormente; muore all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre 2009: al momento del decesso, Cucchi pesa solamente 37 chilogrammi. Durante le indagini circa le cause della morte, un testimone dichiara che Stefano Cucchi gli aveva detto d’essere stato picchiato. Le indagini preliminari sostengonimageo che a causare la morte sarebbero stati i traumi conseguenti alle percosse, il digiuno (con conseguente ipoglicemia), la mancata assistenza medica, i danni al fegato e l’emorragia alla vescica che impediva la minzione del giovane (alla morte aveva una vescica che conteneva ben 1.400 cc di urina, con risalita del fondo vescicale e compressione delle strutture addominali e toraciche). Inoltre determinante fu l’ipoglicemia in cui i medici lo avevano lasciato, tale condizione si sarebbe potuta scongiurare mediante l’assunzione di un semplice cucchiaio di zucchero.

Vengono condannati i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo in primo grado per omicidio colposo e poi assolti in appello; è stata la Corte di Cassazione che nel dicembre scorso annullò quelle assoluzioni, disponendo un appello-bis. Anche il primario del reparto detenuti dell’ospedale ‘Pertini’ di Roma viene assolto.

Oggi, la terza Corte di Assise d’appello di Roma ha confermato l’assoluzione dei 5 medici che hanno avuto in cura Stefano Cucchi nell’ospedale Pertini di Roma.