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Motogp

Marquez sbalordisce pure Rossi

Con un “numero” evita di cadere e chiude al comando nelle libere

 

Due giri a vita persa, firmati Marc Marquez, hanno tolto ad Andrea Iannone la soddisfazione di far segnare subito il miglior tempo nelle prove del Gran Premio della Repubblica Ceca a pochi giorni dalla vittoria al Red Bull Ring. Una rondine però potrebbe anche non fare primavera per la Honda, anche perché ieri l’impegno di Magic Marc si è palesato quando lo spagnolo si è esibito in un “salvataggio” dei suoi, recuperando una chiusura dell’avantreno come già fece qui a Brno nel 2014. «L’ho tenuta su con il gomito, poi quando questo ha cominciato a scottare per l’attrito con l’asfalto ho spinto con il ginocchio interno e la mia moto è tornata su. La telemetria ci ha detto che ho raggiunto una inclinazione di 68°», ha raccontato con il suo sorriso da Joker. Così la Ducati, che ci teneva da pazzi a dimostrare che la doppietta in Austria non è stato un fatto episodico, si è dovuta accontentare del secondo tempo, a poco più di un decimo

 

I numeri, comunque, raccontano un’altra storia e dicono che la Rossa ha il miglior passo-gara assieme alle Yamaha di Jorge Lorenzo, terzo tempo, e Valentino Rossi, quinto alle spalle del solito Hector Barbera, uno specialista del giro secco. Difficile comunque non inserire il nome della prima guida della Honda fra quello dei favoriti. «Marquez è abituato a fare cose del genere – ha ammesso Rossi riferendosi al “numero” del rivale – Non so se sarei capace di fare una cosa del genere, anche andando più piano. In ogni caso io, Lorenzo e Iannone siamo quelli messi meglio, Marquez è un punto interrogativo, ma quando lui infila due giri così significa che ha trovato un buon assetto. Personalmente sono abbastanza soddisfatto, nelle scorse edizioni le Michelin soffrivano a Brno rispetto alle Bridgestone, invece questa volta ho avuto sensazioni positive. Possiamo scegliere fra tre pneumatici anteriori e due posteriori, ma vanno tutti mediamente bene. L’anno passato con le gomme giapponesi la scelta era quasi sempre obbligata, quest’anno la situazione è più aperta… C’è da dire che finora i piloti che hanno rischiato hanno sempre avuto ragione», ha concluso Vale riferendosi alla decisione di correre con la morbida presa dall’amico Iannone in Austria. La scelta delle gomme potrebbe però essere presa da qualcuno molto più in alto: per domani infatti è prevista pioggia. «Confido nell’asciutto o nella pioggia vera, nelle condizioni miste non sono bravissimo», ha sottolineato il pesarese con autoironia. Era in giornata, comunque, il nostro. Quando infatti gli si è fatto notare che per il team Sky VR46 in sostituzione di Fenati è stato preso Dalla Porta lui ha aggiunto: «Non mi ricordavo si chiamasse Lorenzo… Gli auguro comunque il meglio». Sulle gomme e sull’incertezza delle previsioni metereologiche hanno parlato anche Iannone e Lorenzo. «Anche a Brno potremo dire la nostra – l’affermazione del pilota di Vasto – gli pneumatici invece non sono un problema, anche se nel T2 perdo mezzo secondo». «Ho visto Marquez guidare al limite, è il suo stile – ha detto invece Lorenzo – Ci mette molto del suo, ma la Honda non va male come si dice se fa questi tempi ed è in testa al Mondiale. In ogni caso sono tranquillo, è vero che promette pioggia e che non mi sono ancora adattato alle Michelin, ma non si può controllare il tempo, dunque è inutile preoccuparsi»

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Ducati e Honda sempre distanti sulle alette

 

Una conferenza stampa con i numeri uno delle case impegnate in MotoGP (Shuhei Nakamoto, Honda; Gigi Dall’Igna, Ducati; Kouichi Tsuji, Yamaha; Ken Kawauchi, Suzuki) è stata l’occasione per rinfocolare la polemica fra Honda e Ducati in tema di aerodinamica, dopo che per il 2017 sono stati vietati gli spoiler introdotti dalla casa italiana nel 2015. «Io vengo dalla F.1 – ha spiegato il vicepresidente della HRC, Nakamoto – e lì la spesa per lo sviluppo aerodinamico è il 70% del costo del progetto. Inserire questa voce nel nostro budget non va nella direzione del mantenimento dei costi.

Senza parlare della pericolosità di queste appendici». «La Ducati usa gli spoiler dal 2015, si sono verificate tante cadute e in nessuna di esse le alette hanno rappresentato un pericolo – la replica di Dall’Igna – Secondo me invece è stato un grosso errore vietarli ed è stato fatto solo per togliere un vantaggio a un avversario. La realtà è che questa proibizione va contro l’interesse dell’industria motociclistica perché lo sviluppo dell’aerodinamica sulle moto è praticamente assente, e invece ciò poteva essere fatto in MotoGP.

Ora stiamo parlando delle comunicazione via radio con i piloti, come accade in F.1 (il debutto è previsto per il GP Malesia, ndr), ma sinceramente preferisco investire il mio budget su aspetti più interessanti, come lo sviluppo di ali e aerodinamica», ha concluso ironico.

 

Fenati cerca moto ma è “bloccato”

La telenovela relativa che fa il 5º tempo al licenziamento di Romano Fenati da parte del team Sky VR46 che ha interrotto la corsa del pilota ascolano mentre era terzo nel Mondiale continua.

Oggi infatti la società che gestisce gli interessi del pilota della Moto3 emetterà un comunicato stampa con l’intento di chiarire la situazione. «Attendevamo da parte del team una nota esplicativa che non è arrivata – ha detto un portavoce di Fenati – quindi riteniamo corretto spiegare come si sono svolti realmente i fatti».

Romano vorrebbe provare a tornare in pista con un’altra squadra fin dal prossimo gran premio, a Silverstone, ma non può: incredibile ma vero, Fenati, licenziato dal team Sky, è però ancora sotto un contratto di management della VR46 Academy di Valentino Rossi, quindi non può prendere alcuna decisione. «Abbiamo mandato alla VR46 l’offerta scritta che abbiamo ricevuto, e attendiamo». Un chiaro caso di conflitto di interessi.