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Metadone: analgesico o agente tossico?

Il metadone è un composto chimico sintetico, utilizzato come terapia di disintossicazione delle persone con dipendenza da eroina.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha, principalmente, la funzione di alleviare il dolore grave negli individui che necessitano di prendere antidolorifici 24 ore su 24 e che non possono assumere altri medicinali.

 

 

 

 

 

 

 

Esso viene creato per la prima volta in Germania perché si stava cercando una sostanza che fosse solubile in acqua ed utilizzabile come ipnotico e che fosse anche in grado di rallentare il transito gastrointestinale per facilitare la chirurgia. Viene brevettato l’11 settembre 1941. Non ci sono informazioni sulle origini del nome: secondo alcuni, il suo nome origine da “adolfina” in onore di Adolf Hitler, secondo altri proviene dal nome Dolophine, ossia dalla unione delle parole francesi “Dolor” e “fin”. Durante la II° guerra mondiale, viene utilizzato come anestetico da usare in battaglia. Viene introdotto prima nel mercato USA e, successivamente, in altri paesi nel mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Può essere assunto attraverso un’iniezione sottocutanea o intramuscolare. Viene immediatamente assorbito nel tratto gastrointestinale. Viene eliminato dopo molte ore (può impiegare da 15 a 60 ore). Il metodo più rapido di assorbimento è quello orale: dopo 30 minuti si ritrova già nel plasma. Si distribuisce nei tessuti. Il fegato può anche essere un importante sito di accumulo del metadone. Il farmaco viene eliminato attraverso feci e urine, insieme con il metadone non metabolizzato.

 

 

 

 

 

 

viene prescritto da un medico del Servizio per le tossicodipendenze, che segue il paziente per TUTTO il periodo della somministrazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli effetti collaterali sono: debolezza, dolore alla testa, nausea, vomito, calo dell’appettito, incremento di peso, dolore allo stomaco, secchezza della bocca, fastidi alla lingua, sudorazione, arrossamenti, problemi nella minzione, mutamenti di umore, disturbi alla vista, insonnia, disturbi nella sfera sessuale, anomalie del ciclo mestruale, euforia, vertigine, agitazione, disorientamento, anoressia, manifestazioni allergiche. L’ uso prolungato di metadone si può determinare dipendenza, sebbene esso, inizialmente, venga usato proprio per sopprimere i sintomi di astinenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso di un sovraddosaggio, bisogna utilizzare il naxolone, un farmaco di sintesi, che è stato il primo antagonista oppioide puro.