Crea sito

Le app che ci avvisano… scopriamole insieme

Quando scoppia un’epidemia  due fattori sono fondamentali : il tempo e il tempismo , il dottor KAmran Khan epidemiologo canadese aveva avuto l’idea di creare BlueDot dopo i danni causati dalla SARS che aveva colpito il suo paese nel 2003.

Dopo aver visto morire tanta gente e alcuni colleghi e alcuni colleghi essere infatti dalla SARS, Khan decise di fondare BlueDot ha cosi creato un innovativa società composta da un team di medici, veterinari, epidemiologi, data scientist e sviluppatori di software.

 

Ha creato cosi un tipo di allarme in tempo reale basato sull’elaborazione del linguaggio naturale e sull’apprendimento automatico, l’algoritmo sviluppato può leggere 65 lingue e tracciare 150 diversi tipi di malattie, ogni 15 secondi esegue una scansione su report ufficiali, forum professionali e notizie on line, alla ricerca di parole e frasi chiave, questa enorme quantità di dati viene analizzata da un computer e da esperti del settore che vanno a cercare quelle informazioni che possono far scattare l’allarme .

 

Se il riscontro e positivo l’algoritmo inserisce la possibile minaccia in un database e va ad analizzare la possibile posizione dell’epidemia, gli aereoporti vicini e gli itinerari del trasporto aereo commerciale e altro ancora.

 

il 31 dicembre 2019, il sistema BlueDot, analizzando un articolo in mandarino che menzionava 27 persone affette da polmonite nella città di Wuhuan, aveva notato due frasi chiave “polmonite” e “causa sconosciuta”. Alle ore 10 del mattino l’algorittimo aveva inviato un primo avviso ai propri clienti, in particolari a quelli presenti nel continente asiatico.

Il software aveva previsto che il SARS-COV-2 del ceppo Coronavirus si sarebbe diffuso a macchia d’olio a Wuhuan a Bangkok,Tapei, Singapore, Tokyo e Hong Kong fino al continente europeo alimentando un’altra pandemia : LA PAURA.

 

Un’altro epidemiologo canadese John Brownstei è uno dei fondatori del progetto HealthMap, un sistema di informazione automatizzato per il monitoraggio , l’organizzazione e la visualizzazione dei report relativi alle epidemie di malattie infettive.

Sfruttando i dati disponibili on line  e le informazioni inviate dagli utenti grazie al “crowdsourcing” il professor brownstein e il suo team sono in grado di analizzare qualsiasi tipo di informazione e di creare una mappa in tempo reale degli eventi patologici.

Anche questo progetto è nato dopo la SARS nel 2003, a quel’epoca google maps e i social stavano prendendo forma e John Brownstein e il suo team credevano fosse un’opportunità per raccogliere informazioni.

 

Nel 2020 le persone interagiscono con i chatbot per il controllo dei sintomi, utilizzando dispositivi connessi o alexa per avere informazioni. In piu’ di 15 anni HealthMap ha trovato epidemie di virus e malattie in tutto  il mondo, identificando focolai in paesi in cui la comunicazione non è solitamente rapida e trasparente.

Oltre a HealthMap , ci sono anche altri strumenti che usano algoritmi per analizzare enormi quantità di dati nel tentativo di tracciare il prossimo Coronavirus.

Gli epidemiologi digitali possono capire dove il virus potrebbe apparire combinando per esempio, la posizione degli smartphone con le partenze degli aereoporti, integrando il movimento degli individui tra le città e le nazioni in modo da comprendere fino a che punto potrà arrivare e spingersi l’infezione.

Gli esperti possono cosi indirizzare la sorveglinza e l’accertamento dei casi, il contenimento,l’isolamento e in generale gestire l’emergenza

LE APP CI AVVISANO SE CI SONO INFETTI

  • CLOSE CONTACT DETECTOR : quest’app permette di controllare lo stato delle persone tramite la scansione di un codice qr ( attraverso app come alipay e wechat) e comunica agli utenti se c’è un infetto nelle vicinanze o un possibile sospeto che possa averlo contratto.
  • WECHAT : con oltre un miliardo di utenti l’app è diventata uno degli strumenti più utilizzati dai cinesi, per avvisare le autorità sanitarie, nel caso di un ricovero o di un trasporto speciale in ospedale. Wechat a poi lanciato un portale per offrire alle persone indicazioni e suggerimenti sull’epidemia, mentre con il programma Yikuang è stata creata una mappa virtuale per segnalare i focolai dell’epidemia nelle metropoli meridionali di Shenzhen e Guangzhou.
  • ALI HEALTH : a fine gennaio due colossi come alibaba e tencent hanno lanciato una serie di servizi madici ad hoc attraverso le loro piattaforme. Con ali health il colosso di Jack Ma ha aperto un portale di consultazione medica gratuita sulla propria piattaforma commerciale Taobao.
  • QUANTURBAN : si tratta di un’app che permette alla popolazione di vedere i focolai dell’epidemia e va a coprire le grandi città della provincia di Guandong. In questo lavoro il team di sviluppo è aiutato da un gruppo  di volontari che aggiornano la mappa con i dati che il governo pubblica quotidianamente.