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Fascino Maria De Filippi

Fascino di Maria De Filippi, bilancio 2015: ricavi oltre i 52 milioni di euro

 

La società della conduttrice e di Rti l’anno scorso ha fatto registrare un utile netto di 1 milione, il doppio rispetto a 12 mesi fa

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La società fondata da Maurizio Costanzo e oggi di proprietà della moglie Maria De Filippi e di Rti (a presiederla è Alessandro Salem, mentre l’amministratore delegato è Giuseppe De Filippi, fratello di Maria).

Il bilancio del 2015 sorride alla conduttrice di Canale 5. Infatti, “l’esercizio si è chiuso con un valore della produzione operativa di 52,3 milioni di euro, in crescita rispetto ai 48 milioni del 2014, con un margine operativo lordo di 2,1 milioni (1,5 nel 2014) e un utile netto di 1 milione, il doppio dell’anno precedente“. Nel complesso gli indici della Fascino sono positivi: “Roe (risultato netto/mezzi propri) netto del 5,61% e lordo (risultato lordo/mezzi propri) dell’11,61%, in crescita rispetto all’anno precedente. Il Ros (risultato operativo/ricavi di vendite) è salito dal 2,69% al 3,48%“.

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Altro elemento interessante è il fatto che la Fascino reinvesta gli utili nell’attività. Così, si legge nel pezzo del Corriere Economia, “gli indicatori restituiscono l’immagine di una società che, pur avendo risentito della crisi economica e pubblicitaria che ha contraddistinto quest’ultimo decennio, tende ad avere andamento stabile e costante nel tempo“.

Nella relazione di gestione al bilancio 2015 si legge che la strategia adottata dalla società per il futuro è quella di “aumentare l’operatività non limitandola ai prodotti condotti da Maria De Filippi, che peraltro vengono mantenuti e costituiscono la parte più importante dell’ attività“. Ed in effetti è noto come nella prossima stagione tv – più che in passato – saranno molti i programmi prodotti dalla Fascino in onda sulle reti Mediaset anche senza la conduzione della Sanguinaria.

Infine, sempre nella relazione viene affrontato il tema della deduzione dei costi dinoleggio auto e cibo a fini fiscali:

I recuperi fiscali attengono alla scelta di dedurre costi quali noleggio delle autovetture ovvero le bevande e gli alimenti sostenuti quali spese direttamente strumentali al processo produttivo senza tener conto delle limitazioni normative poste per tale tipologia di uscite. Tale soluzione risponde alle peculiarità del processo produttivo che si ritiene dover essere considerata all’atto del calcolo delle imposte a carico della società. ‘Se prendo un ospite e lo porto in trasmissione per noi è un costo relativo al ciclo produttivo’, spiegano alla società. Per questo Fascino ha deciso di portare avanti il contenzioso sui costi e ha optato per continuare a dedurre gli stessi e a detrarre l’Iva in base agli assunti sopra indicati. Si pensa, infatti, che in sede di contenzioso possano essere accolte le doglianze del contribuente.