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Coronavirus in Africa: come viene affrontato?

Secondo l’Onu, il continente africano ospita solo il 3% del personale medico mondiale.

 

Il sistema sanitario è molto debole: l’accesso all’assistenza sanitaria è limitato dalla capacità di pagamento dell’individuo. In Kenya una percentuale enorme di famiglie povere non può permettersi l’assistenza sanitaria. Le malattie infettive sono la causa del 40% dei decessi nei Paesi in via di sviluppo, l’1% in quelli industrializzati.

 

Nonostante il sistema sanitaria sia molto carente e nonostante ci sia un piano di preparazione alla pandemia influenzale molto obsoleto, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive (Centres for Disease Control and Prevention, o CDC) si stanno mobilitando per fare in modo che il 90% dei Paesi africani sia ben equipaggiato per testare accuratamente COVID-19.

 

innanzitutto saranno predisposti dei test diagnostici, che sono fondamentali per fermare il contagio e saranno, inoltre, divulgate informazioni sanitarie utili al pubblico.

 

Per contrastare la propagazione di malattie infettive, come il coronavirus, l’AMREF ha messo a punto “Leap”, una piattaforma mobile che verrà utilizzata per diffondere messaggi contenenti le informazioni necessarie riguardanti il virus, per ridurre la disinformazione all’interno delle comunità locali (raggiungendo anche località remote) , migliorare la sorveglianza, la diagnosi anticipata e le cure, e monitorare la diffusione della malattia.

 

“Più sono capillari le informazioni, e a disposizione del maggior numero di persone, più diventa efficace la prevenzione. Oggi, la tecnologia può venirci incontro”, spiega Guglielmo Micucci, direttore di Amref .