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Il caso di Melania Rea

Il caso di Melania Rea…

E’ il diciotto aprile 2011 quando Melania Rea viene uccisa con trentasei coltellate nel bosco di Ripe di Civitella, in provincia di Teramo.

Il suo corpo viene ritrovato due giorni dopo, il venti aprile, in seguito alla segnalazione anonima di un uomo il quale, intorno alle 14.30-15, avverte il 113 da una cabina telefonica pubblica al centro di Teramo, e che, ancora oggi, non è stato rintracciato.

La salma è stata ritrovata nel bosco di Ripe di Civitella, nel Teramano, a circa 18 chilometri di distanza da Colle San Marco, poco lontano dalla località chiamata “Casermette”, dove si svolgono esercitazioni militari di tiro e dove, secondo il marito, si erano appartati quel giorno.

Secondo la testimonianza del marito, la coppia si era recata sul Colle San Marco di Ascoli Piceno per trascorrere qualche ora all’aria aperta insieme alla loro bambina di diciotto mesi. Egli, l’unico in grado di confermare questa circostanza, riferisce che la donna si allontana per andare in bagno in un chiosco lì vicino. Nessuno, però, l’ha mai vista entrare.

E’ lo stesso marito di Melania, trascorsi una ventina di minuti, a dare l’allarme… Salvatore Parolisi, non vedendo rientrare la moglie, chiama i soccorsi e fa scattare le ricerche.

E le indagini portano a ritenere proprio Salvatore Parolisi l’unico autore dell’atroce omicidio, con l’accusa di omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere, in quanto emerge che egli sia ritornato sul luogo del delitto, il giorno dopo il crimine, e abbia infierito sul corpo della donna per depistare le indagini.

La donna viene ritrovata con gli slip e i collant abbassati. Presenta ferite di arma da taglio e una siringa è stata conficcata sul suo corpo. Non vengono trovati segni di strangolamento e nemmeno di violenza sessuale. Accanto al suo corpo viene ritrovato il suo cellulare con la batteria scarica. Poi viene trovata un’altra sim card. Il segnale del cellulare risulta attivo fino alle ore 19 circa. Poi, più niente…

“Ha convinto la moglie a seguirlo nel bosco, con la scusa di fare l’amore. E lì, appena dopo pranzo, dietro la casetta in legno del bosco delle Casermette, quando Melania era di spalle l’ha uccisa, con la bambina lasciata in auto. Ma prima le avrebbe dato un ultimo bacio… e quel DNA sulle gengive della donna lo incastra”, si legge negli atti.

Secondo la ricostruzione, quella mattina del diciotto aprile, la famiglia è andata a Colle San Marco, ma, successivamente si è spostata a Ripe perchè Melania, non gradendo la scarsa igiene delle altalene dei piccoli e trovando il gioco sull’altalena dei grandi pericoloso per la figlia, ha proposto di lasciare il pianoro e di andare al chiosco della pineta. Sono arrivati alla pineta intorno alle 15 e l’omicidio si è consumato in pochi attimi. Melania e Salvatore sono scesi dall’auto e hanno fatto qualche passo all’interno della pineta. Melania ha cercato un angolo appartato per fare pipì e si è spostata dietro al chiosco. La vista della moglie seminuda, a poca distanza, ha provocato nel marito l’istinto di avvicinarsi a lei e di baciarla. Melania, però, ha rifiutato l’approccio e, forse, lo ha rimproverato. Per Salvatore è stata l’ennesima umiliazione e ha avuto una reazione violentissima. Ha colpito sua moglie con il coltello a serramanico che aveva in tasca. Lei ha cercato di difendersi ma, trovandosi con i pantaloni ancora abbassati, è caduta a terra. E Salvatore ha infierito con altre violente coltellate.

Secondo il Magistrato, sarebbe stato proprio Salvatore ad incastrarsi con le sue stesse bugie. Cercando di allontanare da se’ i sospetti, egli ha fornito “una serie di menzogne” che, inconsapevolmente, valutate insieme a tutti gli altri elementi raccolti, hanno costituito una sorta di confessione.

Ma perchè l’uomo avrebbe ucciso sua moglie? Cosa si cela dietro il possibile movente?  Perchè Melania avrebbe rifiutato l’approccio con suo marito?

E’ certo che Salvatore Parolisi avesse un’ amante, la soldatessa Ludovica, e Melania aveva scoperto tutto, infatti sono emerse delle telefonate nelle quali Melania chiedeva a Ludovica di lasciare in pace Salvatore. E, a distanza di pochissimi giorni dal tragico evento, l’uomo cerca di cancellare le prove della sua relazione extraconiugale e fornisce false dichiarazioni agli inquirenti.

Parolisi uccide sua moglie perchè proprio in quei giorni, periodo pasquale, si era venuta a creare per lui una situazione senza via di uscita.

Per Salvatore, i giorni delle vacanze pasquali costituivano una sorta di terribile imbuto nel quale si era messo: da una parte aveva Ludovica e i suoi genitori che aspettavano di conoscerlo e ai quali raccontava che la separazione con Melania fosse ormai cosa fatta; dall’altra parte la consapevolezza di non aver ancora detto nulla. Salvatore doveva partire per le vacanze con sua moglie e la figlia il 19 aprile e, proprio in quei giorni, l’uomo doveva definitivamente lasciare la moglie e raggiungere Ludovica ad Amalfi, per cominciare insieme una storia stabile. E Ludovica ormai non accettava più scuse o rinvii, come scrive su facebook. Se Salvatore non avesse detto tutto a sua moglie in quei giorni, la loro storia sarebbe finita.

Si ipotizza anche che Salvatore abbia provato a parlare con Melania proprio quel giorno e Melania si sia arrabbiata, togliendo e lanciando via l’anello di fidanzamento che viene ritrovato sul luogo del delitto, scaturendo una furiosa lite che porta il marito a commettere l’omicidio, e questo potrebbe far pensare ad un gesto d’impeto.

Parolisi viene arrestato il 28 novembre, dopo sette mesi dal delitto, perchè “Interrogato in data 24/06/2011 e, messo di fronte alle contraddizioni e alla non credibilità della sua versione e al momento della contestazione degli elementi prova a suo carico, egli si avvale della facoltà di non rispondere, invece che fornire spiegazioni o modificare/correggere/ribadire le versioni date”.

Si teme, inoltre, l’inquinamento probatorio: “Va sottolineato, da parte del Parolisi, l’occultamento del telefonino cellulare dedicato a Ludovica, la sua preoccupazione di voler controllare se il telefono fosse rimasto occultato e le sue conversazioni con Ludovica nelle quali chiede esplicitamente di cancellare i contatti Facebook. Circa il pericolo di reiterazione del reato, si tenga conto di 1) una scarsa capacità di controllare gli impulsi aggressivi, 2) una lucidità e freddezza nell’imbastire subito una versione di comodo, 3) la capacità di tornare sul luogo del delitto.

E’ stato condannato a 20 anni di reclusione.

La pena è stata, inizialmente, scontata nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere ma sembra che le cose poi siano cambiate.

La Procura Generale di Perugia ha stabilito che Salvatore deve lasciare il carcere militare e trovare collocazione in un carcere civile, essendo stato cacciato dall’esercito, luogo più adatto ad un uomo accusato di aver inferto 36 coltellate a sua moglie.

Conseguenza inevitabile, secondo i genitori di Melania. “Un militare che si sia macchiato di un crimine così grave non può restare nell’Esercito. Un carcere militare equivale ad un hotel a cinque stelle e Parolisi merita di stare tra i detenuti civili”,

In merito all’istanza presentata dal Parolisi per vedere sua figli, i giudici del Tribunale dei minori di Napoli hanno rimandato la decisione al 30 gennaio.

“Ha piagnucolato in aula, come sempre. Ha detto che vuole vedere la figlia. Peccato che sia lui ad aver ucciso la madre” dice Michele Rea, fratello di Melania, raccontando quello che è accaduto oggi in aula.

La bambina, quando fu uccisa Melania, aveva diciotto mesi ed è stata affidata ai nonni. Adesso la bambina ha sette anni.

“E’ serena -dice Michele- sa tutto quello che è successo, gli psicologi ci hanno detto di farla crescere nella verità. Faremo di tutto per fare in modo che non riveda il padre. Già due anni fa aveva presentato l’istanza di vedere la piccola Vittoria ma era stata rigettata per disinteresse. Vuol dire che della piccola aveva dimostrato di non essere interessato. Ora ci riprova, ma noi ci opporremo in tutti i modi. E’ lui che ha ucciso la mamma di Vittoria ed è lui che ha cancellato il ruolo di padre. Non merita di vederla, mai.”