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Bambino sbranato da cani, il parere di un esperto

Bambino sbranato da cani, il parere di un esperto

Il 16 agosto un bambino di 18 mesi viene sbranato dai cani di famiglia.

In occasione dei funerali, grande commozione nel Santuario di Mompilieri, a Mascalucia, nel Catanese.

Accanto alla piccola bara bianca, la madre del bambino che mostrava evidenti i segni e le ferite dell’assalto del dogo argentino di 3 anni che ha azzannato e ucciso suo figlio. Presente anche il padre del bambino.

Adesso resta da capire quale possa essere stato il motivo di questo atroce episodio. E si cerca di capirlo con l’aiuto di un esperto.

Secondo Salvatore Montemurro, Presidente dell’Osservatorio “Cani mordaci”, i bambini non vanno mai lasciati da soli con cani di grossa taglia, soprattutto quando si tratta di animali selezionati per la caccia grossa, che hanno un forte istinto predatorio.

L’esperto spiega che “non bisogna mai sottovalutare la potenziale pericolosità di un cane e che chi acquista un cane di una razza potente, prestante, ha necessità di essere seguito da addestratori professionisti per imparare a dialogare” con l’animale mentre “in Italia il padrone medio non è addestrato, e si verificano fraintendimenti”.

Un bambino deve imparare a comunicare con il cane e viceversa, in modo che il linguaggio sia compreso a vicenda.

Tante possono essere le motivazioni, dice l’esperto: “una “mancanza di buona socializzazione da parte dei cani che non hanno ben accolto l’arrivo del bambino (di età minore) o non sono mai andati d’accordo col piccolo, oppure l’istinto predatorio perché il bambino si è allontanato con una certa velocità o l’istinto di controllare il bambino”

“Manca una legislazione adeguata”, dice Montemurro.