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Arriva la moviola in campo, da Gennaio si fa sul serio

Moviola in campo: da gennaio si farà sul serio ATTESA PER L’ASSISTENZA VIDEO Ad inizio 2017 anche la sperimentazione “on line” nelle amichevoli, nel 2018 la VAR debutterà in Coppa Italia

 

 

-C’è ma non si vede. Ma sì vedrà, perché è un progetto che stuzzica chi è (o è stato) arbitro. Per i puristi è la VAR (Video Assistant Referee), per tutti gli altri la Moviola in campo, comunque rappresenta e rappresenterà una svolta epocale nel mondo del calcio. Il futuro è adesso. Un mese (per la sperimentazione off line), tre mesi (per la sperimentazione on line “friendly”), un anno (per la sperimentazione on line vera e propria, presumibilmente dagli ottavi o dai quarti di coppa Italia 2017- 2018). Sono le scadenze per quella che è «una novità verso la quale siamo tutti molto curiosi e pronti a sperimentare: sarebbe sciocco pensare di essere infallibili e quindi non consideriamo in modo negativo l’introduzione della tecnologia» per usare le parole di Nicola Rizzoli, 24 secondi di applausi ininterrotti e scadenzati quando è stata ricordata la sua performance (e quella della sua squadra, da Orsato a Damato, da Di Liberatore a Tonolini) agli ultimi Europei.

A capo del progetto, Roberto Rosetti, ex arbitro internazionale, esperienza come designatore in Russia, scelto da Lega e Federcalcio (e non da Nicchi, che smacco per l’Aia, si tratta pur sempre di un ambito tecnico, fra l’altro importantissimo).

«Dalla settima di campionato e fino alla 36ª comincerà quello che è un vero e proprio corso di formazione, seguendo un protocollo rigidissimo redatto dall’Ifab» ha detto Rosetti, riferendosi al lavoro dell’ex arbitro inglese David Elleray, lo stesso che ha riscritto il regolamento che è partito con gli Europei e che entrerà in vigore oggi in serie A. Fra un mese, tre arbitri «solo di serie A» si piazzeranno in una stanza dedicata o in un pullmino esterno (dipende dagli stadi) per seguire come VAR due partite. «L’‘intenzione è che, fra due anni, a sperimentazione completata, se si andrà avanti, ogni VAR abbia a disposizione due arbitri e non uno solo». Un po’ sembra il progetto studiato dal Lanciano qualche anno fa, caro al presidente Abodi. Quindi, un arbitro su una gara e due arbitri su un’altra, scelte dalla Lega, stabiliranno quando sarebbero intervenuti, in quali occasioni di quelle previste (rigore dentro o fuori area, casi clamorosi di falli non visti, scambi di persona, gol segnati irregolarmente).

Redigerà un questionario, tutto finirà all’Università di Bruxelles che raccoglierà il materiale degli altri 7 Paesi al Mondo coinvolti e poi fornirà i dati all’Ifab. Beretta era entusiasta: « La tecnologia è qualcosa che dobbiamo guardare con interesse. Il chirurgo fa il suo intervento dopo aver visto Tac, radiografie, esami. Esperienza e passione degli arbitri possono coniugarsi con un utilizzo ampio e profondo della tecnologia». ON LINE. Ma da gennaio si farà sul serio. Ogni arbitro di A, alla fine della sperimentazione (due anni), dovrà avere 5 gare off line e 5 on line come VAR nel suo curriculum. Per l’on line, si partirà con gare amichevoli (Primavera, Allievi Nazionali) a turno negli stadi di serie A il lunedì mattina a porte chiuse.

Ovviamente con arbitri di A (per tutta la sperimentazione sono abolite le preclusioni anche regionali, quindi Valeri o Doveri potranno dirigere a Roma, Rocchi a Firenze, Paireto a Torino, etc…). Ma se tutto andrà come deve, da gennaio 2018, è intenzione della Lega proporre l’on line anche in gare non “friendly”, magari dagli ottavi o dai quarti di Coppa Italia. Già, il futuro non è tanto lontano..

 

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Il dg Uva lancia l’organico «Arbitri pilastro della Figc»

«Siete il pilastro della Federazione». A parlare, il direttore generale della Figc, Michele Uva, non più soltanto un «tagliatore di fondi», come ha ricordato lui stesso ripensando alla spendig review dopo i tagli operati dal Coni nei confronti di via Allegri. Il suo è un messaggio diretto agli arbitri di A e B («E quando vi vedo insieme, mi vengono tanti pensieri positivi» ha ricordato Abodi, presidente della Lega di B, che vede da sempre di buon occhio una riuni cazione delle Can). «Nel mondo, ovunque si vada, dall’Europa all’Africa, si parla della nostra classe arbitrale. Non sono solo quello che taglia il budget, vedrete proprio voi, che in questo Centro tecnico vivete praticamente tutto l’anno, come lo trasformeremo, in maniera più moderna e all’avanguardia grazie all’investimento di 3 milioni che abbiamo fatto su Coverciano». L’augurio di Uva e che questo sia, anche per gli arbitri, «un anno all’insegna dell’immagine che ha dato la nostra Nazionale, che sia l’immagine dell’intera Federazione».