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NESSUN GOVERNO SI FORMERÀ NEI PROSSIMI DUE MESI…

Al Quirinale preparano i popcorn. Nessun governo si formerà nei prossimi due mesi, questa è la previsione che arriva dal Colle. Allora si procederà con l’ esecutivo Gentiloni, dimissionario ma in carica per gli affari correnti. E con le Commissioni speciali, che saranno convocate la prossima settimana a Palazzo Madama e Montecitorio, specchio, queste sì, del risultato elettorale del 4 marzo

Costituzione, leggi e regolamenti dettano la linea in caso di stallo istituzionale. Finché non si forma una maggioranza – M5S più Lega e Forza Italia o grillini e Pd – è impossibile indicare i componenti delle Commissioni permanenti, luogo dove parte l’ iter delle leggi. I parlamentari, dunque, staranno con le braccia incrociate. Non tutti, a dire il vero.Un tot comincerà a guadagnarsi la pagnotta.

I numeri

Sono i 27 senatori indicati dai gruppi parlamentari per la Commissione speciale, chiamata a esaminare i provvedimenti del governo rimasti in coda dalla scorsa legislatura. Sono nove del Movimento 5 Stelle, cinque di Forza Italia, cinque della Lega, quattro del Pd, due di Fratelli d’ Italia, uno per il gruppo misto e uno per le Autonomie. Alla Camera la Commissione speciale si formerà al rientro dalle festività pasquali. Manco a dirlo, nessun polo ha la maggioranza. Questo significa che i partiti dovranno iniziare a prendere dimestichezza con il compromesso, che diventerà la prassi di questa legislatura. Ammesso che duri.

Sul tavolo delle Commissioni ci sono il Def e 19 atti del governo che attendono un parere da parte del Parlamento. Quanto al Documento economico e finanziario a Palazzo Madama e a Montecitorio si attende che il ministro dell’ Economia venga a illustrare preventivamente le priorità individuate dall’ esecutivo. A Palazzo Chigi stanno preparando un provvedimento “neutro” e sono disponibili a recepire le indicazioni di chi ha vinto le elezioni. Purché Di Maio e Salvini non pretendano di infilarci dentro reddito di cittadinanza e flat tax. I tempi sono stretti. Il documento va emanato entro il 10 aprile.

La riorganizzazione

Gli altri atti sono decreti legislativi che attendono un parere dalle Camere. Si parla di riorganizzazione degli uffici dirigenziali del Ministero dell’ Interno, mobilità del lavoro nell’ Ue, tutela degli occupati nelle imprese confiscate, servizio civile universale, riduzione delle emissioni inquinanti, pacchetti turistici, segreti commerciali, acquisizioni di droni e tecniche di riproduzione tra animali.

Fra i 19 decreti ce n’ è uno che ha già attirato le critiche dei nuovi “padroni” della legislatura. Si tratta delle regole dell’ ordinamento penitenziario. Salvini lo ha ribattezzato “svuotacarceri”. E anche Alfonso Bonafede, ministro della giustizia in pectore dei Cinquestelle, ha mosso critiche. Meglio costruire nuove galere, ha detto, che svuotare quelle che ci sono.

Sul tema si è realizzata la prima convergenza gialloverde. Ma che può fare la Commissione speciale per fermare un decreto del governo uscente? In realtà le sue armi sono abbastanza spuntate. Il Parlamento può rispedire l’ atto al mittente con alcune osservazioni, imputando all’ esecutivo un “eccesso di delega”. Il governo ha 30 giorni per chiarire come stanno le cose, proseguendo poi per la sua strada.